Erice

erice

Erice sorge sulla cima del Monte San Giuliano, a 751 m sul livello del mare.

Si trova in una splendida posizione geografica da dove si possono ammirare i panorami più belli della città di Trapani dall’alto.
In Sicilia è una delle mete più ambite dai turisti, ed è stata insignita nel 2014 della bandiera rossa dei borghi più belli d’Italia. La sua caratteristica principale è l’impianto medievale che permette di ammirare piccole stradine strette e tortuose, archi tipicamente medievali, cortili decorati e piccole botteghe con i cosiddetti “Balatari” (mensoloni in pietra in cui esporre la merce), dove è possibile acquistare prodotti locali come ceramiche e tappeti. Inoltre da non perdere sono i tipici dolci ericini tra cui le genovesi, nate dalle sapienti mani delle monache di clausura e adesso riproposte secondo l’originale ricetta nella pasticceria della signora Grammatico.

TP istruzioni consiglia…

Indispensabili per andare ad Erice: scarpe comode, giubbotto (anche estivo va bene) e sciarpa! Evitate i colpi di freddo così potrete continuare la vostra vacanza alla grande!!

Come arrivare ad Erice da Trapani?

Se vi trovate in centro storico, come spesso accade visto la vicinanza dei principali terminal, il modo più veloce e conveniente è sicuramente comprare una Trapani Travel Card (reperibile presso i nostri uffici in via Torrearsa 69 e in via Garibaldi 120) in essa trovate già incluso il costo della Funivia e quello dell'autobus di linea urbana che vi porterà ad essa (ATM 21 o 23). Avrete inoltre tantissimi sconti per le attrazioni di Erice e un foglietto esplicativo con gli orari degli autobus. Per gli orari e le tariffe della funivia visita il sito ufficiale.

un pò di Storia

Secondo Tucidide, storico ateniese, Erice fu fondata dagli esuli troiani che, unitisi alla popolazione autoctona, avrebbero poi dato vita al popolo degli Elimi. Per secoli meta ambita di marinai e naviganti, grazie alla sua posizione strategica, nell’ VIII secolo fu occupata dai cartaginesi fino all’arrivo dell’Impero Romano che nel 241 a.C. fa della Sicilia la sua prima provincia nonché il suo granaio. Con l'Impero Romano l'importanza militare di Erice cessò fino alla conquista degli Altavilla, famiglia normanna nel 1167, che fondò nell'Italia meridionale il suo regno. Ripopolata dai Normanni, e ribattezzata col nome di Monte San Giuliano, essa acquista prestigio grazie alla costruzione di nuovi edifici civili e religiosi. La vita cittadina è caratterizzata dalla vita monastica, con vari monasteri guidati da famiglie locali. La ricchezza delle famiglie è testimoniata ancora oggi dai palazzetti e case signorili che si affacciano sulle strade della città. Con l'estinzione della dinastia normanna-sveva Erice seguì le sorti della Sicilia, passando da dominazione in dominazione (Angioina, Aragonese, Spagnola, Asburgica, Sabaudia, Borbonica) fino all'avvento di Garibaldi e all'unità d'Italia. Nel 1934 Monte San Giuliano riprende il nome di "Erice". Il suo territorio, denominato Agro ericino, comprendeva oltre al territorio dell'attuale comune, anche quelli di Valderice, Custonaci, San Vito Lo Capo e Buseto Palizzolo.

LE PRINCIPALI ATTRAZIONI DI ERICE

Cosa vedere e cosa fare ad Erice?

CASTELLO DI VENERE E BALIO


Erice castello di venere in provincia Trapani

Il castello, costruito dai normanni come fortezza, venne edificato sulle rovine di un santuario preesistente. Il culto della divinità fu iniziato dai sicani che elevarono una piccola ara all'aperto nel centro del thèmenos, ossia un recinto sacro. Successivamente gli elimi e i fenicio-cartaginesi mantennero il culto della dea e incrementarono la fama del santuario. I punici identificarono la dea nella loro Astarte e introdussero usi e riti orientali tra cui la prostituzione sacra, svolta dalle sacerdotesse che si concedevano ai pellegrini, e l'allevamento di colombe, animale sacro alla dea. Con l'impero romano si sovrappose al themenos esistente un tempietto intitolato a Venere Erycina. Con la scoperta delle nuove tecniche di difesa, la fortezza ed il suo borgo perdono ogni importanza strategica. La fortezza ormai abbandonata nell'800 viene adibita a carcere duro nonché a prigione politica.

Con l’edificazione del Castello furono costruite delle mura e le Torri del Balio, un tempo collegate al castello tramite un ponte levatoio, oggi sostituito da una scalinata, ed edificato come difesa avanzata.
Quando il Conte Agostino Pepoli ne ebbe la proprietà le contornò dei giardini pubblici in stile inglese chiamati "del balio", a memoria del Bajuolo, magistrato normanno.

Il panorama che si gode dall’alto di questo sito è ritenuto uno dei più belli del mondo. Alle pendici del monte si notano il porto di Trapani, ad ovest le isole Egadi e a sud Marsala, con le Isole dello Stagnone. Quando le condizioni di visibilità sono particolarmente favorevoli, si scorgono a nord-ovest l’isola di Ustica ed a sud la sagoma di Pantelleria.

MUSEO CORDICI


museo cordici Erice

Il Museo Archeologico “Antonio Cordici” conserva una raccolta di reperti archeologici preistorici, di età punica, ellenistica e romana, monete, opere statuarie e dipinti ritrovati nell’agro ericino o lasciti di importanti famiglie come Ernandez e Chiaramonte.

TORRETTA PEPOLI


Erice castello di venere in provincia Trapani

Il Conte Agostino Pepoli, studioso ed archeologo volle riservarsi un posto privilegiato dove potersi rifugiare per i suoi studi. Per questo ideò e costruì sopra un picco roccioso sotto il castello, una casina in stile moresco oggi di appartenenza comunale. Nell'aprile del 2013 sono stati avviati i lavori di restauro per poter portare all'antico splendore la costruzione ed adibirla a Osservatorio per la pace.

Lo sapevi che?

IL TUNNEL MEDIEVALE
Costruzione risalente all'epoca medievale, nel corso dei secoli precedenti ha svolto un ruolo importante. Sarebbe stato l'ingresso di una segreta galleria sotterranea terminante nel piccolo borgo di Bonagia. Questa uscita veniva utilizzata durante i periodi di assedio per sortite e rifornimento di derrate alimentari. Nel 1555, l'imperatore Carlo V, per contrastare i bisogni della corte indebitata dalle dispendiose guerre, decise la vendita di Erice; gli ericini si opposero non con le armi ma con enorme sforzo, versando 6000 scudi necessari per la propria libertà. Carlo V riconoscente, conferisce ad Erice il titolo di Civitas Excelsa.

ORARI e PREZZI


Gli orari e le tariffe del Castello di Venere, del Museo Cordici e della Torretta Pepoli sono gli stessi. Definiti come seguono:

Aprile – maggio

  • tutti i giorni: dalle ore 10.00 alle ore 17.45

Giugno

  • tutti i giorni: dalle ore 10.00 alle ore 18.00

Luglio

  • tutti i giorni: dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Agosto

  • tutti i giorni: dalle ore 10.00 alle ore 20.00

Settembre

  • tutti i giorni: dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Ottobre

  • tutti i giorni: dalle ore 10.00 alle ore 18.00

N.B.: La biglietteria chiude 30 min prima

Info: +39 3666712832

PREZZI

BIGLIETTO SINGOLE ATTRAZIONI (Monumenti)
4,00 €

BIGLIETTO COMPLESSIVO (Monumenti)
12,00 €

ERICE PASS (chiese e campanile + Castello, Torretta, Museo, Quartiere Spagnolo, Erice in miniatura)
15,00€

CIRCUITO CHIESE
5,00€

BIGLIETTO INGRESSO SINGOLO (Chiese e Campanile)
2,00 €

Lo sapevi che?

LA COLOMBAIA
La colomba, animale sacro alla dea, trovava protezione all'interno del santuario, tanto che partecipava da protagonista alle feste di agosto in onore della divinità. Le feste sacre duravano 9 giorni e iniziavano con la partenza delle colombe (Anagogia) guidate da una loro consimile dalle penne rosse (Venere). Lo stormo solcava il mare e approdava a Sicca Veneria, l'attuale Libia, dove vi era un altro santuario gemellato a quello di Erice. Durante la loro mancanza, nel santuario avvenivano sacrifici e riti propiziatori per la fecondità della terra e la protezione dei naviganti, e veniva illuminato, sia di giorno che di notte, da delle fiaccole per far da faro ai pellegrini. Le feste si concludevano con il ritorno (Katagogia) della dea insieme alle colombe, che si posavano svolazzando sulle mura del tempio.

MURA ELIMO-PUNICHE


mura elimo puniche Erice

Le antiche mura che proteggevano la città risalgono al VIII secolo a.C., grazie all’intervento degli Elimi, successivamente vennero rinforzate dai Punici, per poi essere completate dai Normanni. La cinta muraria che circondava il lato nord-est della città, doveva servire a proteggere Erice dai possibili attacchi provenienti da quell’unico punto cieco. I normanni aggiunsero infine tre porte: Porta Trapani, Porta Spada e Porta Carmine.

Queste fortificazioni erano provviste di apposite torri di avvistamento, scale ripide o piccole aperture che potessero collegarle al camminamento per tempestive sortite di abitanti e rifornimenti. E’ possibile visitare il tratto lungo via dell' Addolorata, da Porta Carmine a Porta Spada, ossia quello meglio.

QUARTIERE SPAGNOLO


mostra-arti-e-mestieri

Sorge su una sporgenza che si affaccia a nord della montagna e, nella pianura sottostante, si estende per intero tutto l’agro ericino. Si tratta di una costruzione di carattere militare, nata dalla necessità di ospitare i soldati spagnoli di presidio ad Erice, ma non venne mai ultimata. Sembra che furono gli stessi abitanti ericini a chiederne l’edificazione, finanziandone addirittura la realizzazione.

Di recente sono state attuate diverse opere di consolidamento e restauro per ospitare il Museo di arte contadina.

Lo sapevi che?

ERICE nell’Eneide
Virgilio cita la città di Erice nell'Eneide, con Enea che vi approda due volte: la prima per la morte del padre Anchise, un anno dopo per i giochi funebri in suo onore.
CITTA’ DELLA SCIENZA
Dal 1963 Erice è sede del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana, istituito per iniziativa del professor Antonino Zichichi, per richiamare gli studiosi più qualificati del mondo per la trattazione scientifica di problemi che interessano diversi settori. Per questo alla cittadina è stato attribuito l'appellativo di "città della scienza".

Erice giro delle chiese


Impossibile rinunciare ad un giro per le chiese di Erice. Ecco le più importanti:

CHIESA ED EX MONASTERO DEL SS SALVATORE
Il monastero delle suore benedettine sorse nel 1290, nel palazzo donato dal Conte Enrico Chiaramonte.
Il palazzo era solo una parte dell’attuale complesso, il quale è stato notevolmente ampliato nel corso degli anni al fine di ospitare le suore provenienti da antiche famiglie nobili ericine.
Adiacente al monastero, vi è l’omonima chiesa barocca ad unica navata, costruita sui resti di una precedente chiesa trecentesca.

CHIESA SAN MARTINO
Edificata dal Conte Ruggero Normanno, su una preesistente chiesetta dedicata all’omonimo Santo, è stata più volte ricostruita e ampliata nel corso dei secoli.
La facciata è molto semplice e presenta un portale barocco, ricostruito nel 1682 e dominato dall’effige del santo.
L’interno è a pianta basilicale impreziosito da maioliche. Nell’abside, di forma quadrata, si trova un coro ligneo rococò del 1761, e presenta affreschi raffiguranti il Sacrificio di Isacco e la Discesa di Gesù nel Limbo. Adiacente ad essa si apre l’elegante e maestoso oratorio di San Martino, in stile rococò e decorato da stucchi e affreschi.

CHIESA DI SAN GIULIANO
Edificata per volere di Ruggero d’Altavilla nel 1076, su una preesistente Chiesa, come ringraziamento nei confronti del Santo che lo aiutò a cacciare via gli Arabi dalla città.
La facciata della chiesa, d’impronta rinascimentale è sovrastata dal maestoso campanile, di epoca successiva (1170), culminante con la guglia “a pagoda”. La Chiesa è stata più volte rinnovata nel corso dei secoli, fino ad assumere l’aspetto attuale. L’interno è a tre navate ornate da stucchi barocchi e conserva i gruppi statuari dei misteri che, il venerdì di Pasqua percorrono le vie del borgo medievale portati in spalla. Adiacente alla chiesa, nella piazzetta omonima, vi è la statua marmorea di Sant’ Alberto degli Abati, opera dello scultore palermitano Nicolò Travaglia.

CHIESA ED EX MONASTERO SAN CARLO
Il complesso fu fondato nel 1617 come orfanotrofio.
L’esterno è costituito da robusti muri, ornato da finestre con inferriate a petto d’oca. La chiesa, a navata unica, conserva l’originale pavimento maiolicato, dipinti settecenteschi raffiguranti la Crocifissione e il Miracolo di San Carlo.
All’ingresso è ancora visibile una ruota, utilizzata per consegnare agli acquirenti i famosi pasticcini, realizzati con grande maestria dalle suore.

CHIESA DI SAN PIETRO
La chiesa fu costruita intorno al 1363, a navata unica e in stile gotico.
L’ interno, a pianta ellittica, presenta quattro altari dove sono collocate le statue di San Pietro e San Paolo.
L’esterno domina un portale a tutto sesto e un cavalcavia cinquecentesco ad arcata unica, che collega la chiesa all’ ex Monastero delle Clarisse, oggi sede del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana.

CHIESA SAN DOMENICO
Il complesso eretto nel tardo ‘400, è oggi Auditorium e sede di due musei del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana. Il Museo Chalonge conserva strumenti, foto e reperti che sono stati utilizzati per lo studio dell’astro fisica moderna; il Museo Dirac raccoglie reperti sull’astrofisica del microcosmo provenienti dall’Istituto di Fisica di New York. Dell’antico complesso è ancora visibile il pronao.

DUOMO
Edificata nel 1312, su una cappella preesistente dedicata alla Vergine Asssunta, da Federico III d’Aragona che risiedette ad Erice per un breve periodo durante la Guerra del Vespro, utilizzando materiale proveniente dal tempio di Venere Ericina.
Nel corso dei secoli, la chiesa è stata più volte restaurata e modificata.
La facciata è in stile gotico chiaramontano e presenta all’ingresso un pronao, aggiunto nel XVI secolo, utilizzato per i penitenti che non potevano accedere all’interno della chiesa.
All’interno di pregevole rilievo è la decorazione in stucco delle volte, l’ancona marmorea raffigurante scene della vita e passione di Cristo e la statua marmorea raffigurante la Madonna con il Bambino del XV secolo, attribuita a Domenico Gagini.
Nella Cappella di Tutti i Santi, oggi dedicata alla Madonna di Custonaci, patrona di Erice e il Tesoro della chiesa dove vi sono conservate manufatti in oro ed argento, quali l’ostensorio dell’orafo ericino Pietro Lazzara del 1602 e opere di maestranze trapanesi datati dal XIV al XIX secolo.

TORRE CAMPANARIA
Antica torre di epoca punica, ricostruita per volere del Re Federico III d’Aragona durante la guerra del Vespro, come ringraziamento per l’ospitalità ricevuta in Erice. Divenuta torre campanaria è costituita da una base quadrata, alta 28 metri e si sviluppa in 3 piani, ognuna dei quali è caratterizzato da monofore e bifore in stile gotico chiaramontano.

CHIESA SAN GIOVANNI
La chiesa ha origini incerte, ma è probabile che la sua costruzione risalga al XII secolo.
Nel corso dei secoli è stata più volte restaurata e ampliata.
All’esterno è visibile la maestosa cupola mammelliforme, di tipica ispirazione araba, e presenta due ingressi: il portale quattrocentesco, nella parte occidentale, e il più antico, ad oriente, rappresentato da un portale ogivale, decorato con elementi a zig zag e preceduto da una scalinata a ventaglio.
L’interno, a navata unica, vi è conservata la statua di San Giovanni Battista, opera di Antonino Gagini, posta sull’altare maggiore e nel transetto destro un’ elegante statua di San Giovanni Evangelista realizzata di Antonello Gagini.
Oggi la chiesa è adibita ad Auditorium.

CHIESA DI SAN CATALDO
La chiesa è dedicata ad un santo irlandese, vissuto nel XII secolo, onorato dai normanni i quali ne hanno importato il culto in Sicilia.
L’esistenza della chiesa è documentata nel 1339, quando svolgeva la funzione di chiesa madre insieme alla chiesa di San Giuliano.
All’interno conserva un’acquasantiera marmorea del 1474, con stemma degli Aragona e sull’altare maggiore la statua di Nostra Signora della Stella opera in stucco di Orazio Ferraro.

Eventi ad Erice

Dal XVI secolo si svolge la rappresentazione dei misteri, il Venerdì Santo, emulando quella trapanese, in misura ridotta ma molto suggestiva. I misteri sono condotti in spalla, seguendo sempre il percorso originario.

Quando? Venerdì santo, 25 marzo 2016 (orario: primo pomeriggio dalla chiesa di S. Orsola)

Dal 1957 si organizza ogni anno, in primavera, una gara automobilistica, chiamata "Cronoscalata Monte Erice", per la quale esistono anche un campionato italiano e un campionato europeo. La gara si svolge sui tornanti che partono da Valderice e raggiungono la vetta del monte Erice. Ad essa partecipano, a tutta velocità, vetture moderne, storiche, prototipi da competizione e vetture formula, circondati da sportivi e appassionati e accompagnati da uno sfondo mozzafiato.

Quando? 58° edizione 18 Settembre 2016

La celebrazione in onore di Maria SS. Madonna di Custonaci, nonché patrona di Custonaci, Erice e Valderice, si festeggia dall'ultima domenica all'ultimo mercoledì di agosto (dal 28 al 31 agosto 2016). Il momento più suggestivo è sicuramente quello della simulazione dello sbarco della madonna (come da legenda), al quale fanno seguito i fuochi pirotecnici – che avviene lunedì dopo il tramonto.

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